
Etichette per fichi, fichi d’India e frutti di fine estate: come scegliere l’etichettatura più adatta
Agosto 7, 2026Il 12 agosto 2026 rappresenta una data importante per tutte le imprese che producono, confezionano o commercializzano prodotti ortofrutticoli. Da questa data è infatti diventato generalmente applicabile il Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto come PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation.
Il nuovo quadro normativo interessa l’intero ciclo di vita degli imballaggi: dalla progettazione alla produzione, dall’immissione sul mercato fino alla raccolta e al riciclo.
Non tutti gli obblighi previsti dal PPWR sono però entrati in vigore contemporaneamente. Molti requisiti tecnici saranno applicati progressivamente nei prossimi anni. Per le aziende del settore ortofrutticolo è quindi importante distinguere ciò che è cambiato immediatamente dal 12 agosto 2026 dalle successive scadenze previste dal Regolamento.
Il PPWR è ora generalmente applicabile
Il Regolamento UE 2025/40 era entrato in vigore l’11 febbraio 2025, ma la sua applicazione generale è iniziata il 12 agosto 2026. A differenza della precedente direttiva europea sugli imballaggi, il PPWR è un regolamento e introduce un quadro maggiormente armonizzato a livello dell’Unione europea.
Per produttori, confezionatori e distributori ortofrutticoli, questo significa operare all’interno di una disciplina che guarda sempre più attentamente a:
- composizione e sicurezza dei materiali;
- riduzione del peso e del volume degli imballaggi;
- riciclabilità delle confezioni;
- presenza di sostanze potenzialmente dannose;
- riutilizzo e contenuto riciclato;
- informazioni e documentazione relative al packaging.
L’adeguamento sarà graduale, ma la progettazione delle nuove confezioni deve già tenere conto dell’evoluzione normativa.
Dal 12 agosto 2026 nuovi limiti per i PFAS
La novità più concreta entrata in applicazione il 12 agosto riguarda gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.
Da questa data non possono essere immessi sul mercato imballaggi alimentari che contengono sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, comunemente indicate come PFAS, in concentrazioni pari o superiori ai limiti stabiliti dal Regolamento.
I limiti previsti sono:
- 25 ppb per ogni singolo PFAS misurato tramite analisi mirata, con esclusione dei PFAS polimerici dalla quantificazione;
- 250 ppb per la somma dei PFAS misurati tramite analisi mirata;
- 50 ppm per i PFAS complessivi, inclusi quelli polimerici.
Per il settore ortofrutticolo, la verifica può riguardare vaschette, film, carte, rivestimenti, adesivi e altri componenti della confezione destinati a entrare in contatto diretto o previsto con il prodotto alimentare.
La conformità non dipende quindi soltanto dal materiale principale dell’imballaggio, ma dall’insieme degli elementi che compongono la soluzione di packaging.
Cosa succede alle scorte prodotte prima della scadenza?
Un aspetto particolarmente importante riguarda gli imballaggi contenenti PFAS prodotti prima del 12 agosto 2026.
Le indicazioni della Commissione europea chiariscono che il PPWR non prevede un periodo transitorio per l’esaurimento delle scorte non conformi immesse sul mercato dopo questa data.
Di conseguenza:
- gli imballaggi alimentari immessi sul mercato dopo il 12 agosto 2026 devono rispettare i nuovi limiti;
- gli imballaggi già immessi sul mercato prima di tale data possono continuare a circolare e non devono essere ritirati;
- non sono previste eccezioni specifiche per gli imballaggi contenenti materiale riciclato.
Per le imprese diventa quindi fondamentale poter ricostruire la provenienza dei materiali, conservare la documentazione ricevuta dai fornitori e individuare correttamente il momento dell’immissione sul mercato.
Imballaggi riciclabili: cosa arriverà nel 2030
La Commissione europea ha chiarito che i requisiti tecnici armonizzati per la progettazione finalizzata al riciclo si applicheranno dal 1° gennaio 2030, oppure 24 mesi dopo l’entrata in vigore degli atti delegati previsti dal PPWR, qualora questa data risultasse successiva.
Fino alla definizione completa dei nuovi criteri, le imprese devono continuare a valutare la riciclabilità degli imballaggi secondo il quadro tecnico attualmente disponibile.
Per il packaging ortofrutticolo è comunque opportuno iniziare già oggi a verificare:
- il numero di materiali utilizzati;
- la possibilità di separare facilmente i diversi componenti;
- la compatibilità tra confezione, etichetta e adesivo;
- la presenza di rivestimenti o trattamenti che potrebbero ostacolare il riciclo;
- la possibilità di ridurre peso e quantità di materiale senza compromettere la protezione del prodotto.
L’etichetta armonizzata europea non è ancora obbligatoria
Il 12 agosto 2026 non ha introdotto immediatamente la nuova etichettatura armonizzata europea relativa alla composizione dei materiali.
Il PPWR prevede che gli imballaggi siano contrassegnati con un’etichetta armonizzata basata su pittogrammi a partire dal 12 agosto 2028, oppure 24 mesi dopo l’entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione, qualora successiva.
Non è quindi corretto affermare che dal 12 agosto 2026 tutte le confezioni ortofrutticole debbano già riportare una nuova etichetta europea PPWR.
Questa fase arriverà successivamente e sarà necessario attendere le specifiche definitive riguardanti pittogrammi, formati e modalità di comunicazione.
Nel frattempo, resta importante progettare gli spazi grafici in maniera flessibile, così da poter integrare più facilmente i futuri elementi informativi.
Cosa dovrebbero fare ora le aziende ortofrutticole
La prima scadenza PPWR non richiede necessariamente di riprogettare immediatamente ogni confezione, ma rende necessario un controllo più strutturato del packaging utilizzato.
Le aziende possono partire da alcune attività concrete:
- censire vaschette, film, cartoni, etichette, fascette e pendagli utilizzati;
- verificare quali componenti sono destinati al contatto alimentare;
- richiedere ai fornitori dichiarazioni e documentazione sulla presenza di PFAS;
- analizzare la compatibilità tra etichetta, adesivo e materiale della confezione;
- privilegiare, dove possibile, soluzioni più semplici da separare e riciclare;
- coinvolgere i fornitori già nella fase di progettazione dei nuovi packaging;
- programmare gradualmente l’adeguamento alle scadenze del 2028 e del 2030.
Agire per tempo permette di evitare interventi urgenti, gestire meglio le scorte e trasformare l’evoluzione normativa in un percorso di innovazione.
Etichette e packaging devono essere progettati insieme
Nel settore ortofrutticolo l’etichetta non è un elemento isolato. Materiale frontale, adesivo, inchiostri, supporto e confezione devono funzionare come un sistema unico.
Un’etichetta applicata su una vaschetta riciclabile, per esempio, non dovrebbe ostacolarne la corretta selezione o il successivo trattamento. Allo stesso tempo, deve garantire resistenza all’umidità, alla refrigerazione, alla movimentazione e alle condizioni tipiche della filiera.
Per questo è sempre più importante valutare contemporaneamente:
- prestazioni tecniche;
- sicurezza dei materiali;
- comunicazione del marchio;
- compatibilità con il riciclo;
- evoluzione degli obblighi normativi.
Attraverso la propria esperienza nel settore ortofrutticolo e le soluzioni del progetto Carby Green, Carby Label® può affiancare le imprese nella valutazione di etichette, adesivi e supporti più coerenti con le caratteristiche del packaging e con il percorso avviato dal PPWR.
Il 12 agosto è l’inizio di un percorso
Il 12 agosto 2026 non rappresenta l’entrata in vigore simultanea di tutti gli obblighi del PPWR. Segna, piuttosto, l’avvio operativo del nuovo quadro europeo sugli imballaggi.
Per le aziende ortofrutticole, le priorità immediate sono la verifica dei materiali a contatto con gli alimenti, il rispetto dei limiti relativi ai PFAS e una maggiore attenzione alla riciclabilità complessiva delle confezioni.
Le successive scadenze porteranno criteri più dettagliati per il design finalizzato al riciclo, l’etichettatura armonizzata, il contenuto riciclato e la riduzione degli imballaggi.
Prepararsi in anticipo significa poter affrontare questi cambiamenti in maniera graduale, evitando soluzioni improvvisate e progettando confezioni capaci di coniugare protezione del prodotto, comunicazione e sostenibilità.
Carby Label® continua ad affiancare produttori e confezionatori nella scelta di soluzioni di etichettatura personalizzate, performanti e attente alle nuove esigenze del mercato.




