
Aperti ad agosto: Carby Label® garantisce produzione, fornitura e assistenza
Luglio 27, 2026La fine dell’estate porta sui banchi dell’ortofrutta prodotti fortemente legati alla stagionalità, come fichi, fichi d’India, uva tardiva, prugne e melagrane.
Per valorizzarli nel punto vendita è importante scegliere un’etichettatura capace di comunicare origine, varietà e qualità, mantenendo un’elevata leggibilità durante il trasporto, la refrigerazione e l’esposizione.
Nel caso di fichi e fichi d’India, l’etichetta non viene applicata direttamente sulla buccia, ma sulla vaschetta o sull’imballaggio che contiene il prodotto. La progettazione deve quindi considerare la superficie di applicazione, la presenza di condensa, le temperature di conservazione e lo spazio necessario per riportare tutte le informazioni.
Da circa cinquant’anni, Carby Label® sviluppa etichette personalizzate per il settore ortofrutticolo, affiancando produttori e confezionatori nella scelta della soluzione più adatta a ogni prodotto e modalità di vendita.
Etichettare fichi e fichi d’India senza intervenire sul frutto
Fichi e fichi d’India non vengono etichettati direttamente sulla buccia. L’etichetta viene applicata alla vaschetta, al cestino o all’imballaggio utilizzato per la vendita.
Questo permette di proteggere l’integrità del prodotto e, allo stesso tempo, di comunicare in modo chiaro:
- origine e varietà;
- marchio del produttore;
- peso e categoria;
- lotto e tracciabilità;
- certificazioni;
- codice a barre;
- indicazioni di conservazione;
- eventuali QR Code.
Quale etichettatura scegliere
La soluzione deve essere individuata in funzione della confezione sulla quale sarà applicata.
Tra le possibilità rientrano:
- etichette adesive per vaschette;
- etichette frontali;
- etichette chiudi-confezione;
- etichette sagomate;
- fascette personalizzate;
- cartellini applicati all’imballaggio.
La scelta non dipende soltanto dall’estetica. Occorre valutare la superficie di applicazione, la refrigerazione, la condensa, la movimentazione e la modalità con cui l’etichetta sarà applicata.
Resistenza a condensa e refrigerazione
Per i prodotti conservati al fresco, adesivo e materiale dell’etichetta devono garantire una tenuta stabile anche in presenza di umidità e sbalzi termici.
Un’etichetta poco adatta può sollevarsi, creare pieghe o compromettere la leggibilità dei dati. Per questo è utile effettuare prove direttamente sulla vaschetta utilizzata dal cliente.
Etichette che valorizzano il prodotto
Fichi e fichi d’India hanno una forte identità visiva e territoriale. L’etichetta deve accompagnare il prodotto senza nasconderlo.
Formati compatti, sagome personalizzate e grafiche coordinate permettono di:
- mantenere il frutto visibile;
- distinguere il marchio;
- comunicare il territorio;
- rafforzare il posizionamento premium;
- rendere immediatamente riconoscibile la referenza.
Uva tardiva, prugne e altri frutti di fine estate
Anche gli altri prodotti tipici della fine dell’estate richiedono soluzioni specifiche.
Per l’uva tardiva, confezionata frequentemente in vaschette o cestini, è importante utilizzare etichette resistenti alla refrigerazione e alla possibile formazione di condensa. Cartellini pendagli e fascette possono inoltre raccontare varietà, origine e qualità del prodotto.
Per prugne e susine, caratterizzate da una superficie delicata, è spesso preferibile applicare l’etichetta sulla confezione, evitando di compromettere la pruina naturale che contribuisce all’aspetto fresco del frutto.
Le melagrane, grazie alla buccia più resistente, possono consentire un ventaglio più ampio di applicazioni. Anche in questo caso, però, la forma irregolare richiede una verifica preventiva dell’adesivo e delle dimensioni dell’etichetta.
Etichette e PPWR: progettare il sistema di packaging nel suo insieme
Dal 12 agosto 2026 il Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto come PPWR, inizia a essere in parte applicabile. Il Regolamento introduce un quadro europeo orientato alla riduzione dei rifiuti, alla riciclabilità e a una maggiore attenzione verso composizione e sicurezza degli imballaggi.
Dalla stessa data gli imballaggi destinati al contatto con alimenti non possono essere immessi sul mercato quando contengono PFAS in concentrazioni pari o superiori ai limiti stabiliti dal Regolamento.
Il PPWR invita le aziende, pertanto, a riconsiderare il packaging nel suo insieme. Sarà importante porre la giusta attenzione a tutti gli elementi: confezione, etichetta, adesivo, inchiostri ed eventuali rivestimenti.
Carby Green: soluzioni sostenibili e performance tecniche
Attraverso il progetto Carby Green, Carby Label® propone materiali orientati a un’etichettatura più sostenibile, comprese soluzioni biodegradabili, riciclate e compostabili, da valutare in funzione della confezione e delle condizioni applicative.
La scelta deve sempre partire dalle necessità reali del prodotto. Un materiale sostenibile, infatti, deve garantire anche:
- corretta adesione;
- resistenza all’umidità;
- qualità di stampa;
- leggibilità;
- compatibilità con la confezione;
- continuità durante applicazione, trasporto ed esposizione.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra prestazioni tecniche, valorizzazione del marchio e attenzione al fine vita del packaging.
Carby Label® affianca le aziende nella progettazione di etichette per vaschette, cestini e imballaggi destinati a fichi, fichi d’India e altri frutti di fine estate.
Ogni soluzione viene studiata in base al formato della confezione, alle condizioni della filiera e alle informazioni da comunicare, con l’obiettivo di ottenere un’etichettatura resistente, leggibile e capace di valorizzare il prodotto nel punto vendita.



