
Etichette per uva da tavola: come valorizzare varietà, origine e brand
Settembre 4, 2026Il 12 agosto 2026 ha segnato l’inizio dell’applicazione generale del Regolamento (UE) 2025/40, il cosiddetto PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation, che introduce un nuovo quadro europeo per gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
A un mese dall’avvio, per le aziende del settore ortofrutticolo è il momento di passare dalla conoscenza della normativa a una prima verifica concreta delle proprie soluzioni di confezionamento e dei materiali utilizzati.
Non significa che tutti gli obblighi previsti dal PPWR siano già operativi. Il regolamento introduce infatti una serie di requisiti con scadenze progressive, alcune delle quali arriveranno nel 2028 e nel 2030.
Per questo la domanda corretta oggi non è soltanto “Siamo già conformi al PPWR?”, ma soprattutto:
“Cosa dobbiamo verificare adesso e a quali cambiamenti dobbiamo prepararci?”
PPWR: cosa è cambiato dal 12 agosto 2026
Il PPWR è entrato in vigore nel febbraio 2025, ma la sua applicazione generale è iniziata il 12 agosto 2026. La Commissione europea ha chiarito che le nuove regole saranno applicate progressivamente e che diverse misure relative alla riduzione degli imballaggi, al contenuto riciclato e alla riciclabilità secondo criteri armonizzati entreranno in gioco negli anni successivi.
Tra gli aspetti che meritano attenzione già oggi ci sono:
- materiali e componenti utilizzati;
- imballaggi destinati al contatto con gli alimenti;
- presenza di PFAS;
- riciclabilità;
- documentazione e informazioni fornite dai fornitori;
- progettazione delle soluzioni;
- correttezza dei claim ambientali;
- preparazione alle successive scadenze.
Per le aziende ortofrutticole questo significa iniziare a costruire una fotografia precisa delle soluzioni utilizzate lungo la filiera.
1. Fare un inventario degli imballaggi utilizzati
Il primo passo è apparentemente semplice: sapere esattamente quali imballaggi vengono utilizzati.
Vaschette, film, cartoni, cassette, fascette, etichette e altri componenti possono avere materiali e caratteristiche differenti.
È quindi utile creare un elenco delle principali soluzioni impiegate, associando a ciascuna:
- materiale;
- fornitore;
- destinazione d’uso;
- eventuale contatto con gli alimenti;
- modalità di applicazione;
- condizioni di conservazione;
- informazioni tecniche disponibili;
- eventuali dichiarazioni di conformità.
Questo permette di individuare più facilmente quali prodotti richiedono un approfondimento.
Il PPWR prevede infatti specifici obblighi di documentazione e valutazione della conformità per i fabbricanti di imballaggi, mentre i fornitori devono mettere a disposizione le informazioni e la documentazione necessarie a dimostrare la conformità dei materiali e degli imballaggi.
2. Verificare i materiali destinati al contatto con gli alimenti
Per l’ortofrutta questo è uno degli aspetti più importanti.
Le aziende dovrebbero distinguere chiaramente gli imballaggi che entrano in contatto con il prodotto alimentare da quelli che non lo fanno e verificare di avere a disposizione la documentazione relativa ai materiali utilizzati.
Il PPWR stabilisce inoltre nuovi requisiti specifici per gli imballaggi a contatto con alimenti.
Il caso PFAS
Dal 12 agosto 2026 gli imballaggi a contatto con gli alimenti non possono essere immessi sul mercato se contengono PFAS a concentrazioni pari o superiori ai limiti stabiliti dall’articolo 5 del regolamento: 25 ppb per singoli PFAS secondo l’analisi mirata, 250 ppb per la somma dei PFAS interessati e 50 ppm per i PFAS complessivi, comprese le forme polimeriche.
La Commissione ha inoltre pubblicato indicazioni specifiche sull’approccio analitico da utilizzare per verificare la presenza di PFAS, in assenza di una metodologia armonizzata a livello UE per tutte le matrici di packaging.
Per un’azienda ortofrutticola questo significa, in concreto, chiedere ai propri fornitori informazioni documentate sui materiali utilizzati, soprattutto quando si tratta di packaging destinato al contatto con il prodotto.
3. Non dimenticare etichette e componenti
Quando si parla di PPWR, l’attenzione tende naturalmente a concentrarsi su vaschette, film e altri elementi più evidenti del packaging.
Ma anche l’etichettatura deve essere considerata all’interno del progetto complessivo.
Per chi opera nell’ortofrutta significa valutare insieme:
- etichetta;
- adesivo;
- materiale della confezione;
- modalità di applicazione;
- informazioni riportate;
- eventuali claim relativi alla sostenibilità.
L’obiettivo è trovare un’etichetta che risponda ai requisiti del PPWR. Packaging ed etichetta diventano elementi da considerare nel complesso soprattutto ai fini della valutazione dei contenuti dei PFAS se a contatto con il prodotto ortofrutticolo.
4. Verificare la riciclabilità senza aspettare il 2030
Uno degli aspetti che rischia maggiormente di generare confusione riguarda la riciclabilità.
Il requisito generale secondo cui tutti gli imballaggi immessi sul mercato devono essere riciclabili si applica già dal 12 agosto 2026, secondo l’interpretazione fornita dalla Commissione europea.
Questo non significa però che dal 12 agosto 2026 siano già obbligatori tutti i futuri criteri tecnici di design for recycling.
I criteri armonizzati più dettagliati entreranno infatti progressivamente in applicazione a partire dal 2030, secondo le tempistiche previste dal regolamento e dagli atti delegati.
Per le aziende ortofrutticole conviene quindi iniziare a chiedersi:
La nostra soluzione è facilmente riciclabile?
E soprattutto:
Ci sono componenti che potrebbero complicarne il riciclo?
È un controllo che può essere fatto già oggi, anche prima dell’arrivo dei requisiti tecnici definitivi.
5. Raccogliere la documentazione dei fornitori
Uno dei cambiamenti più importanti introdotti dal PPWR riguarda anche la necessità di poter dimostrare la conformità.
Il regolamento stabilisce che i fornitori debbano mettere a disposizione del fabbricante le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità degli imballaggi e dei relativi materiali.
Per un’azienda ortofrutticola è quindi utile creare un archivio ordinato contenente, dove applicabile:
- schede tecniche;
- dichiarazioni dei fornitori;
- informazioni sulla composizione;
- documentazione relativa al contatto alimentare;
- informazioni sulla riciclabilità;
- eventuali test;
- certificazioni pertinenti.
Non è soltanto una questione burocratica: avere una documentazione organizzata permette di rispondere più rapidamente a richieste di clienti, partner o autorità.
6. Controllare i claim sulla sostenibilità
“Riciclabile”, “sostenibile”, “compostabile”, “green”: oggi sono espressioni sempre più presenti nella comunicazione del packaging.
Il PPWR introduce però una maggiore attenzione alla correttezza delle informazioni relative alle caratteristiche ambientali dell’imballaggio.
Le dichiarazioni devono riferirsi alle proprietà effettivamente dimostrate e specificare, quando necessario, se riguardano l’intera unità di imballaggio, una sua parte o gli imballaggi complessivamente immessi sul mercato dall’operatore.
Per questo, prima di inserire un claim su un’etichetta, è opportuno verificare che cosa viene realmente dichiarato e a quale componente si riferisce.
È una distinzione importante anche per il settore ortofrutticolo, dove la confezione può essere composta da più materiali e componenti.
7. Prepararsi alle prossime scadenze
Il 12 agosto 2026 è l’inizio di un percorso, non il punto di arrivo.
Una delle prossime date da tenere presente è il 12 agosto 2028, quando è prevista l’applicazione dell’etichettatura armonizzata degli imballaggi relativa ai materiali, salvo la diversa tempistica prevista dal regolamento in funzione dell’adozione degli atti di esecuzione.
Il 2030 rappresenta invece una tappa particolarmente importante per diversi requisiti, tra cui quelli relativi al design for recycling e ad altre misure di circolarità.
Per le aziende è quindi il momento giusto per evitare di arrivare alle scadenze con progetti da modificare all’ultimo momento.
E le etichette? Meglio pensarci già ora
Per un’azienda ortofrutticola, prepararsi al PPWR non significa necessariamente sostituire immediatamente tutte le etichette utilizzate.
Significa piuttosto valutare le soluzioni attuali e capire dove potrebbero essere necessari degli adeguamenti.
L’etichetta deve continuare a svolgere le proprie funzioni fondamentali:
- identificare il prodotto;
- comunicare origine e varietà;
- valorizzare il brand;
- garantire leggibilità;
- permettere la gestione di codici e tracciabilità;
- mantenere le proprie prestazioni durante refrigerazione, trasporto ed esposizione.
Allo stesso tempo, deve essere valutata in relazione al packaging sul quale viene applicata.
Per Carby Label® questo significa mettere al centro la propria competenza specifica: l’etichettatura ortofrutticola.
Etichette adesive, cartellini pendagli, etichette a sigillo e altre soluzioni possono essere progettate tenendo conto delle caratteristiche della confezione e delle esigenze del prodotto.
PPWR: una checklist per le aziende dell’ortofrutta
A un mese dall’applicazione generale del regolamento, una prima verifica può quindi partire da dieci domande:
1. Quali tipologie di packaging utilizziamo?
2. Quali sono destinati al contatto con gli alimenti?
3. Abbiamo informazioni documentate sulla composizione dei materiali?
4. Abbiamo verificato il tema PFAS per gli imballaggi food contact?
5. La documentazione dei fornitori è completa e facilmente reperibile?
6. Le nostre soluzioni rispettano il requisito generale di riciclabilità?
7. Ci sono componenti che possono complicare il riciclo?
8. Le etichette e gli adesivi sono coerenti con il packaging utilizzato?
9. I claim sulla sostenibilità sono verificabili e correttamente riferiti?
10. Abbiamo già pianificato le prossime scadenze del 2028 e del 2030?
Rispondere a queste domande permette di trasformare il PPWR da un tema esclusivamente normativo in un vero percorso di revisione e ottimizzazione delle soluzioni di packaging ed etichettatura.
Dal nuovo quadro normativo a un’etichettatura più consapevole
Il PPWR introduce un cambiamento importante nel modo di concepire gli imballaggi: non basta più valutare soltanto il singolo componente, ma occorre considerare sempre di più materiali, prestazioni, informazioni e fine vita come parti di uno stesso sistema.
Per le aziende ortofrutticole, settembre 2026 può quindi rappresentare il momento giusto per fare un primo check delle soluzioni utilizzate e dialogare con i propri fornitori.
Anche l’etichetta rientra in questo percorso: non è soltanto lo spazio sul quale stampare un logo o le informazioni di prodotto, ma un elemento che deve integrarsi correttamente con la soluzione di confezionamento.
Carby Label®, forte della propria specializzazione nell’etichettatura per il settore ortofrutticolo, può affiancare produttori e confezionatori nella valutazione delle soluzioni più adatte alle diverse esigenze di prodotto, applicazione e comunicazione.
L’obiettivo è arrivare alle prossime scadenze preparati, non semplicemente conformi all’ultimo momento.
Nota: l’articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o valutazione di conformità per uno specifico imballaggio.
Scarica la checklist operativa PPWR per le aziende dell’ortofrutta



