ETICHETTATURA DEI DERIVATI DEL POMODORO: OPERATIVO IL DECRETO DI RIFORMA

 

In attesa della piena esecuzione del Reg. UE 1169/2011, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Interministeriale che prevede la obbligatorietà – per i prodotti derivati dal pomodoro, sughi e salsedell’indicazione in etichetta di tutte le informazioni utili a consentire ed a garantire al consumatore finale la immediata evidenza della provenienza della materia prima principale, il pomodoro.

 

 

A quali prodotti si applica la nuova normativa?

Ai derivati del pomodoro prodotti in Italia. Si intendono per “derivati” del pomodoro i sughi, le salse, le conserve, i passati ed ogni altro prodotto alimentare pre-confezionato che sia costituito per almeno il 50% da pomodoro.

 

 

Quali sono le indicazioni da riportare obbligatoriamente in etichetta?

Devono tassativamente essere indicati in etichetta entrambi i dati:

 

- il Paese di coltivazione: nome del Paese in cui il pomodoro viene coltivato;

 

- il Paese di trasformazione: nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

 

Soltanto se tutte le operazioni avvengono all’interno dei confini nazionali si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia".

 

 

Come vanno indicati i processi che si svolgono in più di un Paese?
In tal caso posso utilizzarsi, in funzione dei casi specifici, le diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
 

 

Le indicazioni devono essere apposte in etichetta con modalità particolari?
Sì, le indicazioni devono essere indelebili ed apposte in modalità funzionale agli obiettivi di legge; devono essere riconoscibili, leggibili, evidenti e concentrate nello stesso campo visivo.

 

 

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 

 

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